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Ricostruiamo insieme ambienti educativi e formativi in Sudan

  • Progetto: Centri educativi in Sudan
  • Ente beneficiario: Comboniani

 

Iniziamo ad educare i piccoli, questa l’idea di padre Salvatore.

Bimbi di El Obeid

Ci troviamo in Sudan il più grande Stato africano percosso da una della più lunghe e sanguinose guerre della storia: un conflitto civile che dura da oltre 40 anni.
La Comunità Internazionale ha definito questa "la più grave situazione umanitaria esistente".
Molti gli sforzi fatti dalla Comunità Internazionale e numerosi anche i tentativi di organizzazioni benefiche per cercare di portare un minimo di ordine in questa terra.
Anche noi abbiamo deciso di portare un aiuto economico a questa popolazione profondamente colpita e Padre Salvatore, della comunità dei Padri Comboniani, rappresenta il nostro punto di riferimento.
Egli da tempo cerca di aiutare direttamente la popolazione della città sudanese di El Obeid di circa 1 milione di abitanti, capitale della regione del Kordofan.
In questa cittadina sono già stati fondati, all’interno della parrocchia seguita dai Comboniani, una decina di asili, due grandi scuole primarie, una secondaria più altre piccole scuole per adulti (il tasso di analfabetismo è molto esteso), oltre a cinque altri centri nelle zone rurali.

L’ultimo progetto intrapreso dai padri riguarda la ricostituzione di altri centri di formazione, visto che alcuni esistenti non sono molto agibili. Questa attività comporterà un immenso sforzo da parte di Padre Salvatore, visto che “la situazione che ho trovato è di quasi completa anarchia e quindi è difficile si  iniziareche riprendere un progetto”, così ci scrive in una sua ultima lettera.
Egli desidera recuperare delle iniziative iniziate alcuni anni fa perchè “gli ambienti che abbiamo, sono stati costruiti da tempo e ora sono in condizioni molto precarie”.

L’attività prevede la preparazione di un ambiente accogliente per la FAMIGLIE: avere un punto di incontro dove poter insegnare e discutere dei valori base necessari per lo sviluppo di una società civile, quali il matrimonio, i problemi di coppia, la crescita dei figli, …
Gli sforzi successivi saranno poi rivolti all’EDUCAZIONE PRIMARIA (l’idea è quella di fare interventi di piccole dimensioni e limitati in modo da poterli seguire attentamente e da vicino) per poi rivolgersi allo sviluppo di ATTIVITA’ GIOVANILI per poter permettere ai giovani di riunirsi, dialogare e approfondire argomenti utili per il loro cammino di crescita sia umano che spirituale.

Così ci scrive padre Salvatore:
Io sono convinto che se riusciamo a creare un ambiente dove le famiglie possono venire con i loro figli, possono sentirsi sicure e possono condividere con altre famiglie le loro difficoltà e altro, poi da questa situazione possono uscire le persone che prenderanno in mano futuri progetti di sviluppo, perchè sentiranno l'importanza di sviluppare non solo la loro Chiesa ma anche la loro parrocchia e ambienti parrocchiali. I segni che ne ricevo son incoraggianti è come se le famiglie stessero desiderando qualcosa come questo da tanto tempo, quindi confido nella provvidenza che possa aiutarmi a finalizzare almeno allo stadio più semplice questo progetto familiare”.

Noi tutti crediamo nell’attività di padre Salvatore e continueremo a sostenerlo in questo suo lungo cammino fiduciosi del suo successo.