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Gli obiettivi degli industriali Europei del solare termico

12 Giugno 2003 - “Sun in Action II”, il rapporto dell’industria europea del solare termico, indica il potenziale per il solare termico nell’Unione Europea, stimandolo in 1,4 miliardi di m2: ad oggi è stato realizzato solo l’1%. L’importanza della strategia attuata dal Comune di Barcellona.

 

“Sun in Action II – A Solar Thermal Strategy for Europe”, il rapporto dell’industria europea del solare termico (ESTIF - European Solar Thermal Industry Federation) indica il potenziale per il solare termico nell’Unione Europea, stimandolo in 1,4 miliardi di m2, con una producibilità di circa 682 TWh (58,7 milioni di tep) di energia termica in un anno, una quantità di energia, in teoria, pari a:

- 6% dei consumi finali di energia (UE-15)
- 30% delle importazioni di petrolio nel 1999 dal Medio Oriente (UE-15)

Finora solo l’1% di questo potenziale è stato effettivamente realizzato e per l’80% in sole 3 nazioni (Germania, Grecia e Spagna).

Il mercato del solare termico è cresciuto in Europa con un tasso annuo dell’11,7% nel corso dell’ultima decade; la superficie totale in esercizio nell’UE alla fine del 2002 può essere stimata in circa 12,3 milioni di m2, cifra che permetterà di raggiungere l’obiettivo stabilito dalla “Campaign for Take-Off” lanciata dalla Commissione Europea: 15 milioni di m2 entro la fine del 2003.

Sun in Action II analizza anche alcuni scenari di crescita fino al 2015 per i paesi membri, ma in sostanza sottolinea che per l’ottenimento di importanti risultati per il settore sono necessarie iniziative come quella del Comune di Barcellona, seguita anche da altre municipalità spagnole, che ha reso obbligatoria l’installazione dei collettori solari scaldacqua nelle nuove abitazioni. Altre azioni fondamentali da seguire e sostenere sono: incentivi finanziari all’investimento chiari e stabili nel tempo ed un’ampia informazione a vari livelli (dai potenziali utenti ai decisori pubblici, agli installatori).

Il rapporto Sun in Action II può essere scaricato al sito: www.estif.org/11.0.html

 

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