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Il Giappone del dopo Fukushima

13 Giugno 2011 - Cambio di rotta per la potenza nipponica che punterÓ sul potenziamento delle rinnovabili e la messa in sicurezza degli impianti nucleari esistenti.

 

A distanza di quasi 3 mesi da quanto accaduto a Fukushima il Giappone, avvicinandosi a Germania e Svizzera, ha annunciato di voler modificare in modo sensibile la propria politica energetica nazionale iniziando da un obiettivo importante: raddoppiare la produzione energetica da fonti rinnovabili portandola dal 10% attuale al 20% nel 2020.

Cambiamenti in arrivo anche per il nucleare, tecnologia a cui il Giappone non rinuncerà, ma dove punterà invece a migliorare la sicurezza fintanto che le rinnovabili non saranno diventate le fonti energetiche principali per il Paese. Particolare attenzione verrà inoltre data alla riduzione dei costi del solare destinato ad arrivare a un terzo dei costi nel 2020 e a un sesto nel 2030.
 
Altri Paesi hanno deciso di cambiare rotta rispetto al nucleare sono la Germania in primis, seguita dalla vicina Svizzera che ha recentemente annunciato l'abbandono progressivo del nucleare da qui al 2034. Per riuscire in questo importante cambio si punterà su risparmio energetico, sviluppo di energia idroelettrica e rinnovabili, potenziamento della rete energetica distributiva e costruzione di nuove centrali a gas.

 

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