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Incentivi fotovoltaici e maggiorazione per impianti UE: le regole applicative del GSE

26 Luglio 2011 - Il Gestore ha chiarito le modalitÓ per usufruire della maggiorazione delle tariffe incentivanti per gli impianti realizzati con componenti made in Europe.

 

Le regole applicative del GSE al Decreto 5 maggio 2011 (Quarto conto energia) hanno specificato le modalità per il riconoscimento delle tariffe incentivanti per il fotovoltaico. Affrontiamo in particolare il caso della maggiorazione della componente incentivante per impianti che utilizzino componenti prodotti nell’Unione Europea, una misura accompagnata da interesse e perplessità all’emanazione del decreto. Interesse per la taglia della maggiorazione (10%) e perplessità suscitate dalle condizioni richieste per il suo riconoscimento, generiche al limite della dubbia interpretazione (art. 14, comma d, “impianti il cui costo d’investimento per quanto riguarda i componenti diversi dal lavoro, sia per non meno del 60% riconducibile a una produzione realizzata all’interno della UE”).

Veniamo quindi ai dettagli tecnico-procedurali che dovrebbero far luce e favorire l’accesso a questa specifica forma maggiorata d’incentivo. Le componenti del costo d’investimento diverse dal lavoro, contabilizzabili ai fini della verifica del raggiungimento della soglia del 60% riguardano:

  • Moduli FV
  • Inverter e sistemi di acquisizione
  • Componentistica elettrica (per lo stadio corrente continua e corrente alternata), trasformatori, strutture di sostegno (inclusi sistemi di inseguimento completi di apparecchiature elettriche ad essi necessari) e opere civili

Affinché queste voci di costo possano essere riconosciute come “costi riconducibili a una produzione europea” devono essere confermati alcuni criteri:

  • Moduli fotovoltaici: in via transitoria fino al 30 giugno 2012, deve essere rispettata una delle due condizioni seguenti: 
  1. devono essere eseguite in un Paese UE almeno le lavorazioni di stringatura celle, assemblaggio/laminazione e test elettrici per i moduli in silicio cristallino, e di deposizione, assemblaggio/laminazione e test elettrici per i moduli in film sottile; 
  2. moduli in silicio cristallino extra-UE devono contenere almeno un componente prodotto in UE (silicio cristallino, wafers o celle). La verifica di queste condizioni deve essere attestata attraverso un certificato di ispezione di fabbrica (factory inspection) rilasciato da un ente terzo notificato a livello europeo in ambito fotovoltaico (appartenente all’IECEE).
  • Inverter: le lavorazioni di progettazione, assemblaggio, misure e collaudo devono tutte essere realizzate in un Paese UE. In ogni caso, ai fini del riconoscimento della maggiorazione il costo inverter non può superare il 25% del costo d’investimento diverso dal lavoro. Analogamente a quanto previsto per i moduli, è richiesta la certificazione di factory inspection (anche nel caso di ricorso a sub-assemblatori).

  • Componentistica elettrica e opere civili. il Soggetto responsabile deve dimostrare attraverso idonea documentazione (per es., factory inspection) che cavi, interruttori, trasformatori, quadri, strutture di sostegno ecc. siano prodotti in Paesi UE. Il costo di questa parte di fornitura non può superare il 20% dei costi contabilizzabili ai fini della maggiorazione.


    Per impianti realizzati con moduli di provenienza UE ed extra-UE, l’impianto va suddiviso in sezioni con pannelli della stessa provenienza (secondo i criteri degli impianti multisezione) e la maggiorazione è riconosciuta a ogni sezione per cui sia verificata la condizione del 60% del costo d’investimento diverso dal lavoro.

    Per ottenere il riconoscimento della maggiorazione il Soggetto responsabile dell’impianto deve trasmettere al Gestore dei Servizi Elettrici, attraverso le modalità specificate nelle regole applicative, tutte le informazioni e documentazioni dei costi. In particolare per i costi contabilizzabili ai fini della maggiorazione per produzione UE, fatture d’acquisto, factory inspection e così via.

    Infine, va sottolineato che successivamente alla fase transitoria (dopo il 30 giugno 2012) saranno rivisti i criteri della maggiorazione, attribuendo valori specifici alle principali fasi di lavorazione dei moduli.

 

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