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Fotovoltaico Italia, la grid parity non è mai stata così vicina

26 Ottobre 2011 - La grid parity in Italia potrebbe realizzarsi già nel 2013, portando il nostro Paese al primo posto nel fotovoltaico mondiale.

 

Scarica qui l'ultimo rapporto redatto dall'Epia sul solre fotovoltaico.

Entro due anni il fotovoltaico italiano sarà competitivo sul mercato dell'energia elettrica. La grid parity sarà raggiunta in un lasso di tempo relativamente breve, il biennio 2013-2015, a partire dagli impianti da 100 kWp su tetto appartenenti al segmento commerciale.

Analizzando le condizioni strutturali dei mercati elettrici dei big five europei, ovvero i 5 Paesi che costituiscono l'82% del mercato fotovoltaico del vecchio continente e in prospettiva solidamente il nucleo dei consumi elettrici europei (Germania, Italia, Spagna, Francia, Regno Unito), EPIA ha condotto una ricerca il cui esito vede il nostro Paese felicemente in posizione di vertice.

Oltre al primato nel conseguimento della grid parity, il mercato fotovoltaico in Italia si segnala tendenzialmente il più promettente anche in base a un altro indicatore. La valutazione del valore della produzione qualifica infatti, dal 2014 in una prima fase che riguarda sistemi solari FV a terra di grossa taglia (2,5 MWp), gli impianti fotovoltaici nostrani come i più competitivi tra le opzioni di investimento per le power utilities.

La ricerca EPIA prende in esame le tendenze dei fondamentali del settore FV nei diversi Paesi esaminati (prezzi di moduli, inverter e componenti strutturali, margini degli installatori, economie di scala e di apprendimento, regimi fiscali e amministrativi, ecc.), nella prospettiva della convergenza verso le condizioni di un mercato maturo come quello tedesco, per calcolarne comparativamente, anche per i diversi segmenti di mercato (residenziale, commerciale, industriale, utilities), il costo di produzione del kW elettrico a fattore costante (LCOE, Levelized Cost Of Energy).

Secondo questa metodologia, in cui sono rappresentati flussi valutari attualizzati, nel costo di produzione dell'energia elettrica da un determinata fonte sono inclusi fattori sia più propriamente industriali (costi di investimento, costi operativi e di gestione) sia economici e finanziari (tasso di sconto legato ad assunzioni sul costo medio ponderato del capitale, prezzo di vendita dell'energia elettrica).

Così facendo è stato possibile confrontare le tendenze dei costi di produzione del kW FV rispetto a  quello originato da fonti diverse, paragone che ha coinvolto in particolare i sistemi fotovoltaici industriali da 500 kWp e i grandi impianti a terra di scale utilities da 2,5 MWp rispetto ai sistemi a ciclo combinato gas naturale (CCGT).

Le condizioni di competitività del settore sono state poi dedotte, dopo aver conseguentemente ricavato, per nazione e per segmento di mercato, la grid parity dinamica e la competitività del valore della produzione, ossia i due parametri che definiscono il primato italiano.

La grid parity dinamica corrisponde al momento in cui in un determinato segmento di mercato di un particolare Paese, il valore attuale del rendimento netto di lungo termine dell'offerta di elettricità da installazioni fotovoltaiche (considerando ricavi, risparmi, costi e deprezzamenti) diventa uguale al costo di lungo periodo dell'energia prodotta convenzionalmente e distribuita in rete dalle centrali (l'energia prodotta da un sistema fotovoltaico nel suo ciclo di vita è competitiva con quella acquistata in rete e prodotta da altre fonti).

La competitività del valore della produzione si stabilisce invece nel momento in cui un progetto fotovoltaico eguaglia un progetto basato su tecnologia convenzionale a fonti fossili, per capacità di attrarre capitali di investitori interessati a incrementare il proprio pacchetto in centrali di produzione di energia elettrica (quando il costo di produzione LCOE è almeno al livello, o al di sotto, di quello di un impianto a ciclo combinato di nuova generazione).

Allargando lo sguardo al quadro complessivo europeo, secondo lo studio EPIA entro 10 anni da oggi i prezzi degli impianti FV potranno declinare dal 36 al 51% in tutti i Paesi e in tutti i segmenti.

Nei 5 maggiori mercati elettrici europei il fotovoltaico potrà essere competitivo entro il 2020 (0,08-0,18 €/kWh), a causa dell'aumento di efficienza degli impianti, delle economie di scala e dello sviluppo di mercati PV maturi, e con il favore della contemporanea tendenza all'aumento dei costi di produzione di energia elettrica dalle altri fonti energetiche.

Tuttavia, la competitività non sarà raggiunta ovunque allo stesso tempo in Europa, a causa delle differenza nell’irraggiamento solare che caratterizza i Paesi diversamente distribuiti da sud a nord nel continente, e delle diverse loro segmentazioni di mercato.

Malgrado sia caratterizzata da un elevato costo finanziario del capitale (il maggiore dei big five se si eccettua la Spagna), si prevede che l'Italia possa essere il primo Paese a raggiungere la piena competitività del fotovoltaico (dal 2015, 10 milioni di proprietari di impianti residenziali potranno godere della grid parity dinamica vivendo la nuova condizione di 'prosumer', nel connubio dei ruoli di producer e consumer).

Avrà contribuito a questo risultato anche l'aver attuato misure di incentivazione che pagano prezzi più alti per l'energia messa in rete dai piccoli produttori.

 

Fonte: EPIA

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