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Fotovoltaico Germania: 2011 da record

11 Gennaio 2012 - 7500 MW di impianti allacciati nel 2011, un risultato che ha superato quello già ottimo dell’anno precedente. La Germania al momento si conferma ancora il primo mercato per il fotovoltaico mondiale.

 

L’annuncio è stato dato dall’Agenzia Federale per la rete elettrica tedesca: nel 2011 sono stati 7500 i MWp allacciati alla rete, un risultato che ha superato di ben 1,6 GWp le previsioni fatte nei mesi scorsi. Uno sprint si è avuto soprattutto nel mese di dicembre 2011 che ha visto l’installazione di circa 3 dei 7,5 GWp complessivi, accelerazione probabilmente dovuta sia al crollo dei prezzi registrato negli ultimi mesi, sia all’approssimarsi della riduzione del 15% degli incentivi dal primo gennaio 2012.

Per quanto riguarda la forte riduzione dei prezzi, l’associazione tedesca per il solare, BSW, ha evidenziato come l’aumento delle installazioni in territorio tedesco sia stato strettamente legato alla netta riduzione dei costi dei materiali. In Germania infatti si sono avute riduzioni superiori ai tagli degli incentivi e, più in generale, i costi si sono ridotti molto più di quanto sia avvenuto negli altri Paesi. La forte concorrenza ha portato i prodttori a rendersi sempre più competitivi riducendo i prezzi per poter rimanere nel mercato.

Relativamente al taglio delle tariffe incentivanti è invece attesa oltralpe, dal 1° luglio prossimo, una ulteriore riduzione degli incentivi, ma poiché in Germania le riduzioni sono legate al superamento di soglie precise tutto dipenderà dall’andamento dell’installato nei primi mesi dell’anno.

In questo momento però il mercato tedesco sta risentendo anche di un altro elemento di disturbo che rischia di bloccarlo: si tratta della proposta avanzata nelle scorse settimane dal ministro dell’economia Philipp Roesler, di introdurre un tetto di 1000 MWp annuali alla potenza incentivabile. Se questa proposta venisse approvata il maggior mercato mondiale del FV potrebbe subire una forte battura d’arresto di difficile recupero.

 

Fonte: Qualenergia.it

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