In questo sito utilizziamo cookies propri e di terze parti per migliorare la navigazione e poter offrire contenuti e messaggi pubblicitari personalizzati. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies da parte nostra (Informativa). Nelle impostazioni del tuo browser puoi modificare le opzioni di utilizzo dei cookie.

Segnala ad un amico

Senato: pieno appoggio alle rinnovabili

18 Maggio 2012 - Il Governo non deve penalizzare le rinnovabili. Questo quanto emerso a Palazzo Madama in risposta alla mozione di Grande Sud.

 

E’ stata approvata dalla larga maggioranza del Senato, e con parere favorevole del Governo, la mozione di Grande Sud che ha chiesto alle istituzioni di non penalizzare un settore in forte crescita nel nostro Paese.

Il documento approvato ha come obiettivi la crescita e la stabilità a lungo termine del settore rinnovabili iniziando dalla definizione di decreti e programmi ad hoc.

Riportiamo qui di seguito quanto dichiarato nel documento presentato che impegna il Governo:

  • a definire, in tempi rapidi e previo confronto con tutti gli operatori del settore, i decreti attuativi di incentivazione alle fonti rinnovabili (e il conto energia fotovoltaico) la cui mancanza sta creando una situazione di incertezza che penalizza fortemente un settore importante e innovativo della nostra economia; 
  • a determinare gli incentivi previsti in modo tale da armonizzarli con il livello di incentivazione adottato nei principali Paesi dell'Unione europea; 
  • a definire un sistema di incentivazione che garantisca nel nostro Paese una prospettiva di crescita di lungo termine, che consenta un maggior radicamento nell'economia reale e favorisca le ricadute positive sul sistema produttivo nazionale;
  • a rendere ancor più trasparente l'impatto delle agevolazioni sui costi dell'energia elettrica di famiglie e imprese; 
  • a prevedere che il regime agevolativo permanga fino al raggiungimento di quote di produzione significative, anche per far fronte alla costante oscillazione dei prezzi dei prodotti”.

 

Fonte: Qualenergia.it

Seguici su: LinkedIn Twitter

> Ritorna alle news