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V Conto energia, 6 giugno 2012: Appello alla Conferenza Unificata Stato-Regioni

5 Giugno 2012 - Appello del Presidente e AD di Enerpoint alla Conferenza Unificata Stato-Regioni che si riunirÓ domani 6 giugno e si esprimerÓ sul V Conto Energia.

 

La Conferenza Unificata Stato-Regioni esprimerà Mercoledì 6 giugno il parere sul V Conto energia per il fotovoltaico e sullo schema di decreto interministeriale sugli incentivi alle altre fonti rinnovabili.
Dopo una serie di rinvii, i due punti sono stati inseriti all'ordine del giorno della Conferenza convocata per domani alle 15.

Enerpoint: Appello per salvare il fotovoltaico italiano
Enerpoint ha diramato un Comunicato Stampa per fare appello alla Conferenza Stato-Regioni affinchè vengano apportate le necessarie modifiche ai decreti, in modo da permettere al settore di raggiungere la piena autonomia dagli incentivi e garantire la transizione verso la Grid Parity salvaguardando imprese e posti di lavoro.

SI EVITI L’ERRORE DEL REGISTRO E DELLA LIMITAZIONE DEL BUDGET PER IL FOTOVOLTAICO

I 7 miliardi di €/anno per il fotovoltaico sono necessari per garantire la sopravvivenza delle aziende del settore e completare il cammino intrapreso verso la grid parity, che è davvero vicina. Ricordiamoci che non stiamo parlando di puri costi, visto che oltre il 30% di questa cifra torna allo Stato sotto forma di tasse, a cui si aggiungono le ulteriori significative tasse pagate dalle aziende del settore.

In queste ultime settimane di “discussioni” sul tema molti studi, spesso indipendenti e autorevoli, hanno dimostrato che per lo Stato italiano il conto economico del Conto Energia è in attivo e che la produzione di energia da fonte fotovoltaica nelle ore diurne spinge significativamente al ribasso il prezzo dell’energia elettrica perché aumenta la concorrenza tra le fonti convenzionali. Urge una revisione del meccanismo di determinazione del prezzo dell’energia elettrica per famiglie e aziende affinché possano meglio beneficiare del contributo positivo del fotovoltaico.

I 7 miliardi di €/anno sono condizione necessaria ma non sufficiente per garantire la sopravvivenza del settore. E’ infatti fondamentale ELIMINARE IL REGISTRO dal 5° Conto Energia.
Il registro (soprattutto se con una soglia inferiore ai 200 kWp, che dovrebbe comunque essere riportato al MWp voluto dal ministro Romani nel 4° Conto Energia, senza grandi problemi di controllo budget, viste le previste riduzioni delle tariffe) aumenterebbe ulteriormente la burocrazia e quindi i costi e quel che è peggio ridurrebbe il mercato di un buon 70-80% nel periodo compreso tra agosto/settembre e febbraio, portando alla chiusura certa migliaia di aziende che in questi anni hanno dato da lavorare a decine di migliaia di persone.

Per controllare la spesa, l’alternativa al registro è ripristinare il meccanismo di adattamento della tariffa incentivante alla velocità delle installazioni, già presente nel 4° Conto Energia.
Se i ministri Passera e Clini confermeranno il registro, per di più limitando il budget a una cifra inferiore ai 7 miliardi, saranno responsabili della perdita di migliaia di posti di lavoro nel settore trainante della green economy e del rallentamento del processo di affrancamento del sistema energetico italiano dalle fonti fossili provenienti dall’estero. Una vera e propria follia.

Non basta alzare la soglia a 50 o 100 kWp. Il registro è da togliere perché è un errore evidente e un danno per tutti, a cominciare dalle aziende che si vedrebbero preclusa la possibilità di installare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto che consentirebbe loro di ridurre drasticamente le spese per l’energia elettrica. Il registro infatti non consentirebbe neppure un corretto adeguamento delle tariffe nel tempo, con il rischio addirittura di trovarci, come in passato, con tariffe più alte del necessario, vista l’elevata rigidità dei registri. Inoltre i budget sinora comunicati non consentiranno mai di raggiungere i 2 – 3 GWp di installazioni annuali.
Se passasse il registro dai 12 kWp in su, insieme a un monte spesa disponibile di 80 milioni di €/semestre per gli impianti tradizionali, il mercato fotovoltaico italiano si limiterebbe, nella migliore delle ipotesi, a 700-800 MWp/anno, anche perché tipicamente buona parte degli impianti che rientrano nei registri non vengono neppure realizzati, in quanto il soggetto richiedente farebbe richiesta dell’incentivo senza aver certezza del finanziamento, che purtroppo molto spesso non viene concesso (l’esito dei passati registri dovrebbe servire da esempio da non seguire).
 
Il fotovoltaico è anche occasione di adeguamento degli edifici italiani. Non solo è importantissimo confermare il premio in tariffa per chi bonifica un tetto in amianto (premi che non dovrebbero essere inclusi nel budget di spesa trattandosi di incentivi alle bonifiche che dovrebbero essere pagati usando altri budget) ma vista la tragedia del terremoto in Emilia il fotovoltaico potrebbe rappresentare lo strumento, tramite premi ad hoc in tariffa, per spingere alla ristrutturazione o, meglio, sostituzione di capannoni e, più in generale, edifici esistenti con strutture antisismiche. Una iniziativa del genere darebbe un impulso importantissimo al settore edile.

Sono certo che se passasse un 5° Conto Energia con il registro, ci si ritroverebbe presto tutti a discutere del 6° Conto Energia, perché il 5° dimostrerebbe le sue falle nel giro di poche settimane.


PAOLO ROCCO VISCONTINI
AD e Presidente di Enerpoint Group

 

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