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Fotovoltaico: l’impatto del 5° Conto Energia sul business degli operatori

22 Novembre 2012 - Presentiamo in anteprima i risultati dell'indagine Enerpoint “Fotovoltaico: quale futuro?". Si tratta di una fotografia del mercato in transizione da cui possiamo trarre indicazioni importanti.

 

Le presente indagine viene divulgata pubblicamente con l’obiettivo di dar voce al comparto strategico degli installatori, evidenziando le difficoltà che stanno vivendo in questa fase di transizione del mercato verso la Grid Parity. L’indagine è stata anche un’occasione preziosa per raccogliere fondi per la Regione Emilia Romagna e sostenere le popolazioni colpite dal terremoto dello scorso maggio.
 
Enerpoint desidera ringraziare tutti i clienti che hanno partecipato  alla Survey dando come sempre un contributo di valore.


SINTESI DEI RISULTATI IN ANTEPRIMA:

Incertezza, instabilità legislativa, sfiducia e crescente burocrazia sono i principali elementi che stanno mettendo a dura prova il mercato fotovoltaico italiano. Questa la tendenza emersa dalla ricerca “Fotovoltaico: quale futuro?”, realizzata a fine settembre 2012 da Enerpoint.

Oltre 1.400 gli installatori e gli operatori del settore a cui la survey è stata rivolta per fotografare lo stato d’animo a circa due mesi dall’entrata in vigore del V Conto Energia. Il campione è rappresentativo dell’universo dei clienti Enerpoint, prevalentemente installatori elettrici, con un’età compresa tra i 25 e i 64 anni, residenti in tutto il territorio nazionale e per il 66% titolari della propria azienda.

Per la maggior parte degli intervistati (77,6%) è emerso come il 5° Conto Energia, in vigore dal 27 agosto 2012, abbia avuto un impatto negativo sul loro business, determinando timori crescenti per un calo della domanda e una conseguente riduzione del fatturato. Solo il 15,9% degli intervistati  considera l’impatto minimo e sta rimodulando il suo modello di business.

Nel 49,7% dei casi è la continua instabilità legislativa e l’ingresso del registro a determinare un rallentamento del lavoro; per il 34,4% le maggiori difficoltà sono causate dalla complessa burocrazia e dalle innumerevoli pratiche amministrative necessarie per realizzare un impianto; l’11,3% denuncia una riduzione del lavoro anche per motivi finanziari e per la crisi economica. 

Del V Conto Energia gli intervistati cambierebbero, in particolare, il Registro impianti (42%), le nuove modalità di incentivazione e in particolare il passaggio alla tariffa omnicomprensiva e a quella per l’autoconsumo (24%) e il limite massimo di spesa fissato a 6,7 miliardi l’anno (10%).

 

>> Scarica il report completo 
 

 

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