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Gli Australiani vogliono più fonti rinnovabili

25 Giugno 2003 - Secondo un recentissimo sondaggio commissionato da Greenpeace, la maggior parte degli australiani (circa l’80%) sarebbe disposta a pagare un sovrapprezzo per l’energia se fosse assicurato loro un orientamento del governo più favorevole all’incremento del contributo della quota di rinnovabili.

 

Secondo un sondaggio condotto nel mese di giugno e commissionato da Greenpeace, la maggior parte degli australiani (circa l’80%) sarebbe disposta a pagare un sovrapprezzo per l’energia se fosse assicurato loro un orientamento del governo più favorevole all’incremento del contributo della quota di fonti rinnovabili.

L’attuale legislazione energetica australiana prevede di aumentare la quota di rinnovabili dall’attuale 1% al 10% entro il 2010. Alcune stime indicano che il costo mensile per tale aumento delle rinnovabili sia compreso, per un medio utente residenziale, tra 0,5 e 5 €.

Nel corso del sondaggio, quando è stato chiesto ai cittadini se essi avrebbero pagato una cifra extra pari a 3,5 € al mese per un’energia da fonte rinnovabile, l’83% ha risposto positivamente, mentre solo il 15% non era disposto a tale spesa; alla domanda di un aumento dei costi mensili pari a 5,5 €, il 64% era ancora favorevole, mentre il 34% ha risposto in modo negativo.

Secondo Greenpeace questa chiara risposta degli australiani è un vero e proprio mandato al governo per una più forte e decisa azione contro il cambiamento climatico e per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Greenpeace afferma che l’obiettivo del 10% per le rinnovabili è possibile ottenerlo anche utilizzando le attuali tecnologie, cosa che consentirebbe al paese di costruire una forte industria delle energie rinnovabili, riducendo, al tempo stesso, i gas ad effetto serra.

Questo obiettivo, inoltre, permetterebbe all’Australia di creare migliaia di posti di lavoro ed attirare dall’estero miliardi di dollari in investimenti nel settore.

Fonte: ReFocus Weekly (n. 50)

 

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