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Comunicato stampa di Ises Italia del 29/9/03 sul black-out elettrico di domenica 28 settembre

30 Settembre 2003 - Il lungo black out del 28 settembre ha di nuovo posto l’attenzione sulla instabilità, inadeguatezza e vulnerabilità dell’attuale sistema energetico, che poggia su un’eccessiva dipendenza dall’estero.

 

Il lungo black out del 28 settembre ha di nuovo posto l’attenzione sulla instabilità, inadeguatezza e vulnerabilità dell’attuale sistema energetico, che poggia su un’eccessiva dipendenza dall’estero. “Dipendenza” che ha assunto nuovi significati rispetto a quando si riferiva solo alla necessità di acquistare petrolio: oggi la momentanea interruzione di una linea di trasmissione fuori dai nostri confini può bloccare l’intero Paese.

E’ necessario e più che mai urgente ristrutturare l’intero sistema secondo criteri di efficienza, risparmio energetico e con il ricorso alle fonti di energia rinnovabili.

A partire da queste linee guida ISES ITALIA richiama l’attenzione sulle fonti di energia rinnovabile e sull’urgenza di attivare anche nel nostro Paese un impegno maggiore nel costruire già da oggi un futuro energetico sostenibile che miri all’indipendenza dalle fonti fossili.

La necessità di costruire nuove centrali a fonti tradizionali andrà valutata con attenzione, stabilendo la dismissione degli impianti più obsoleti, e inquinanti, e la realizzazione di centrali a gas a ciclo combinato, purché pulite, più efficienti e quindi maggiormente compatibili con l’ambiente.

In particolare, ISES ITALIA propone le seguenti priorità:

- Sblocco delle centrali eoliche, che sono oggi una realtà già competitiva con le centrali convenzionali, in assenza di inquinanti, purtroppo osteggiato in alcune regioni italiane per eccesso di zelo ambientalista. Chi ritiene che le pale eoliche possano “disturbare” il paesaggio, dimentica, tra l’altro, che in caso di necessità lo smantellamento di una centrale eolica è pressoché immediato e non lascia alcuna traccia sul territorio.

- Valorizzazione dei Certificati Bianchi o di Efficienza Energetica, analoghi ai Certificati Verdi e relativi alle misure di risparmio energetico (Decreto Ministeriale del 24 aprile 2001, in corso di modifica), ancora senza applicazione. E’ riconosciuto che il risparmio energetico ha effetti potenziali di risparmio dal 20% (mediante l’adozione degli elettrodomestici energeticamente efficienti), fino al 30-40% con interventi più radicali (es. coibentazione degli edifici) o addirittura fino al 50% associando alle precedenti misure anche il cambiamento degli stili di vita verso comportamenti individuali e collettivi maggiormente virtuosi). Peraltro, la diffusione commerciale di elettrotecnologie efficienti darebbe impulso ad un nuovo mercato, nuova occupazione e, in definitiva, alla trasformazione dell’ambientalismo in opportunità commerciale.

- Potenziamento dell’uso delle biomasse legnose, soprattutto per la produzione diretta di calore, sia con caldaie individuali, per gli usi sanitari e di riscaldamento, sia attraverso piccole centrali di teleriscaldamento. In tal modo si otterrebbe la definitiva eliminazione degli scaldabagni elettrici, che fanno un uso non appropriato dell’energia elettrica e sono quindi causa di sprechi energetici e di inquinamento.

- Promozione delle tecnologie solari, quali solare termico (per la produzione diretta di acqua calda) e solare fotovoltaico (per la produzione di energia elettrica). Imitando le politiche di successo in paesi vicini come Germania e Spagna, tali tecnologie potrebbero offrire forti contributi alla produzione di energia direttamente negli edifici. Poiché il fotovoltaico presenta ancora costi elevati, si propone anche di rilanciare il programma di finanziamento “Tetti Fotovolatici”, che soprattutto in Germania ha avuto enorme successo nell’ultimo decennio e ha portato molte famiglie all’autonomia energetica.

- Uso della Micro-cogenerazione che, alla stessa maniera delle tecnologie solari, grazie alla produzione in forma locale e distribuita, a parità di consumi nazionali riduce il carico sulle linee degli elettrodotti. Testimone dell’utilità di questa tecnica è il fatto che, durante il black out, gli ospedali, forniti di gruppi elettrogeni in tutto simile ai sistemi di micro-cogenerazione, hanno permesso un funzionamento senza interruzioni di servizi.

ISES ITALIA auspica che il recente episodio sia di stimolo per la presa di coscienza del problema energetico e ambientale, sottolineando altresì che le soluzioni sopra esposte sono di facile applicazione, fanno riferimento a tecnologie esistenti e mature, peraltro largamente in uso negli altri Paesi dell’Europa, e non richiedono forti investimenti a livello nazionale.

A cura di ISES ITALIA

 

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