In questo sito utilizziamo cookies propri e di terze parti per migliorare la navigazione e poter offrire contenuti e messaggi pubblicitari personalizzati. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies da parte nostra (Informativa). Nelle impostazioni del tuo browser puoi modificare le opzioni di utilizzo dei cookie.

Segnala ad un amico

Nel 2004 aumenta di 2,3 miliardi di Euro la bolletta energetica dell'Italia

22 Dicembre 2004 - Gli italiani pagheranno il 9% in più l'energia dall'estero rispetto al 2003. Cresce soprattutto l’importazione del petrolio, nonostante il calo dei consumi e il supereuro. Crescono anche gas naturale e carbone. Inesistente una efficace politica per le rinnovabili e l’efficienza energetica.

 

L'energia acquistata all'estero ci costerà molto di più dello scorso anno. Il nostro paese, secondo le prime stime, si prepara, infatti, a pagare nel 2004 un costo per le fonti di energia dall'estero decisamente salato: 28,8 miliardi di euro, vale a dire 2,3 miliardi, quindi +9% rispetto al 2003.

Tra le fonti che nell’anno in corso hanno spinto in alto la fattura energetica dell’Italia è stato il petrolio greggio con una bolletta petrolifera 2004 che registra così un incremento di +11,4% sul 2003 con 16,75 miliardi di spesa, nonostante il calo dei consumi e l’apprezzo dell’euro rispetto al dollaro. Si calcola che senza questi due “freni” il costo per l'approvvigionamento del petrolio dall’estero sarebbe lievitato fino a 18,8 miliardi. Da quanto riportato nel recente “Rapporto Energia e Ambiente 2004” dell’ENEA i dati ufficiali dello scorso anno parlavano invece di una leggera diminuzione dell’importazione dei prodotti petroliferi rispetto al 2002, ma l’elevata dipendenza energetica del nostro paese (84,6% nel 2003) era balzata ancora più in avanti per il notevole aumento dell’importazione di altri combustibili fossili come il gas naturale e il carbone, che stanno diventando sempre più fonti sostitutive dell’olio combustibile nella generazione elettrica.

 L’incremento del consumo di carbone (l’Italia importa oltre 22 milioni di tonnellate di questa fonte) è causa di gravi conseguenze per ciò che concerne l’aumento delle emissioni di gas serra, come l’anidride carbonica, che invece il nostro paese dovrebbe abbattere drasticamente come paese ratificante del Protocollo di Kyoto. Una decisa politica nazionale verso fonti rinnovabili ed efficienza energetica migliorerebbe la nostra bilancia commerciale e favorirebbe il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto che dal prossimo 16 febbraio entrerà nella sua fase operativa.

 

Seguici su: LinkedIn Twitter

> Ritorna alle news