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Svizzera: Ecologisti, contadini e WWF per le fonti rinnovabili

18 Gennaio 2005 - Le organizzazioni ecologiste e agricole svizzere chiedono che i fornitori di energia elettrica siano obbligati a immettere in rete l’elettricità da fonti rinnovabili e minacciano un referendum contro la nuova legge.

 

In Svizzera le organizzazioni ecologiste e agricole chiedono che la nuova legge sull'approvvigionamento di elettricità tenga maggiormente in considerazione l’energia prodotta da fonti rinnovabili, altrimenti potrebbero proporre un referendum abrogativo.

Sostenuto dal WWF, dalla Fondazione svizzera dell'energia (FSE) e dall'Unione svizzera dei contadini (USC), il precedente progetto di legge sul mercato dell'elettricità, bocciato dalla popolazione nel 2002, prestava maggiore attenzione alla promozione delle energie rinnovabili.
La nuova bozza, che la commissione dell’energia del Consiglio nazionale sta esaminando, sopprime il carattere obbligatorio per l’approvvigionamento elettrico da fonti rinnovabili, e si limita a stabilire un aumento del 10% della produzione di elettricità verde e del 15% del rendimento energetico entro il 2030, da raggiungersi attraverso “misure volontarie” da parte delle aziende di distribuzione elettrica.

Le tre organizzazioni vogliono che le aziende di distribuzione siano obbligate a pagare i costi effettivi di immissione in rete dell’energia da fonte rinnovabile, altrimenti, affermano, la loro produzione non verrebbe assolutamente incoraggiata da decisioni di natura volontaristica.

L’obiettivo della FSE è che i costi supplementari dell’energia rinnovabile sia a carico dei fornitori che potranno poi ridistribuirli in bolletta. Si è calcolato che tali costi saranno al 2015 di circa 91 milioni di franchi svizzeri (circa 59 milioni di euro), cioè meno dell’1% del giro d’affari del mercato elettrico e meno del 10% dei benefici dei 4 maggiori fornitori di energia elettrica (Atel, Axpo, FMB, EOS).

 

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