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Il caso di successo di Barcellona per il Solare Termico. Si allarga in Spagna e forse anche in Italia

31 Gennaio 2005 - Si è passati da soli 1.630 m2 nel 2000 agli attuali 26.000 m2. Tutti gli edifici nuovi e ristrutturati con un consumo termico di oltre 292 MJ devono essere dotati di sistemi solari termici per coprire almeno il 60% della domanda di acqua calda.

 

Per il solare termico Barcellona è un esempio di successo da seguire. A metà del 2000, l’area occupata da collettori solari ammontava a soli 1.630 m2, ma oggi questa cifra ha superato 26.000 metri quadrati, sufficienti, secondo alcune stime, a soddisfare il fabbisogno di calore di una piccola città di 35.000 abitanti.

Il regolamento edilizio diventato operativo nella città catalana nell’agosto del 2000 ha infatti obbligato l’installazione di sistemi solari termici su 327 nuovi edifici, principalmente palazzi residenziali e alberghi, in pratica un quarto di tutte le nuove strutture. La disposizione comunale stabilisce che tutti gli edifici nuovi o ristrutturati con un quota di consumo termico di oltre 292 magajoule siano dotati di sistemi solari termici in modo da coprire almeno il 60% della domanda di acqua calda.

La legge deve, inoltre, essere applicata alle piscine coperte con un volume di oltre 100 mila litri, mentre tutta l’acqua delle piscine all’aperto deve essere riscaldata interamente dall’energia solare. Le istituzioni comunali sono attualmente impegnate nel definire l’estensione del regolamento a tutti i progetti di nuove abitazioni e ristrutturazioni.

Il modello di Barcellona è stato adottato in altre 37 città spagnole, comprese grandi città come Granata, Madrid, Siviglia e Valencia, che hanno solo di recente approvato le leggi relative. L’associazione spagnola sul solare termico ASIT stima che ci siano oggi almeno 8 milioni di cittadini spagnoli che vivano in comuni o città in cui la realizzazione di sistemi solari termici è oggetto di legge. Il direttore dell’ASIT ritiene che tale legislazione ha spinto ad un aumento in un anno della superficie delle installazioni tra 5.000 e 10.000 m², una quota che può essere considerata modesta, pari cioè a solo un decimo di tutto l’installato in Spagna dello scorso anno. Tuttavia gli obiettivi della Spagna in questo settore sono molto ambiziosi e ancora lontani dall’essere efficacemente intrapresi: 4,8 milioni di m2 di collettori solari termici al 2010.

Gli addetti ai lavori spagnoli non si scoraggiano e ritengono che molto probabilmente i primi concreti successi ed una crescita importante potrà avvenire solo tra 2 o 3 anni allorché saranno risolti i problemi iniziali legati a queste nuove legislazioni locali e anche di quella nazionale (vedi news Enerpoint del 28/12/2004) attualmente in fase di discussione e che dovrà introdurre delle linee guida applicabili per tutti progetti di costruzione sul territorio spagnolo.

In Italia anche alcuni comuni italiani stanno muovendosi verso questa direzione e il Lazio con una legge regionale ha recentemente obbligato tutti i comuni a modificare i propri regolamenti edilizi entro maggio al fine di obbligare l’inserimento del solare termico su edifici nuovi e ristrutturati.


Per informazioni su regolamento edilizio di Barcellona: www.barcelonaenergia.com

 

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