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Energie rinnovabili per i Paesi in Via di Sviluppo

5 Marzo 2002 - Due nuovi rapporti, presentati rispettivamente dall'Associazione ambientalista Greenpeace e dall'UNEP (United Nation Environment Program), contribuiscono a definire un quadro sull'attuale situazione...

 

Due nuovi rapporti, presentati rispettivamente dall’associazione ambientalista Greenpeace e dall’UNEP (United Nation Environment Program), contribuiscono a definire un quadro sull’attuale situazione, le potenzialità e le prospettive future relative alla diffusione delle rinnovabili nei Paesi in Via di Sviluppo (PVS).
Le rinnovabili costituiscono già oggi una realtà non trascurabile nel panorama energetico dei Pvs, dove coprono attualmente il fabbisogno di milioni di persone.
Si calcola siano circa un milione i sistemi solari “domestici” installati nei paesi meno industrializzati del pianeta: 150.000 in Kenya, oltre 100.000 in Cina, 85.000 nello Zimbabwe, 60.000 in Indonesia e 40.000 in Messico.
Sono invece circa 150.000 i sistemi fotovoltaici ed eolici utilizzati nei Psv per alimentare strutture sanitarie o scolastiche.
Il Rapporto “Power to Takle Poverty”, realizzato nell’ambito della campagna “Choose Positive Energy” lanciata da Greenpeace in collaborazione con il Body Shop (catena internazionale del settore della cosmesi naturale impegnata da anni sul fronte ambientalista e del sociale) rilancia l’obiettivo dei 2 miliardi di abitanti dei Pvs cui fornire, entro il 2012, l’accesso a fonti rinnovabili di energia. Importante in tal senso una decisiva assunzione di impegno da parte della comunità internazionale nei settori tecnici, finanziari ed istituzionali.
Questo impegno verso le rinnovabili soprattutto nei Pvs è volto non solo ad abbattere i costi delle tecnologie, ma soprattutto a contrastare i cambiamenti climatici e combattere la povertà sempre più dilagante in tali regioni del mondo.
Alla conferenza sul clima di Bonn e di Marrakech i paesi industrializzati si sono assunti l’impegno di investire nel trasferimento di tecnologie energetiche sostenibili nei paesi più arretrati. Con questo fine l’UNEP e la Banca Mondiale hanno quindi stanziato oltre 9 milioni di dollari per l’avviamento del progetto triennale SWERA, “Solar & Wind Energy Survey Assessment”, che intende fornire ai potenziali investitori del settore energetico accurate informazioni sui siti in grado di garantire un rientro economico, stilando un atlante delle risorse energetiche rinnovabili in 13 paesi in via di sviluppo: Bangladesh, Brasile, Cina, Cuba, El Salvador, Etiopia, Ghana, Guatemala, Honduras, Kenya, Nepal, Nicaragua e Sri Lanka.

 

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