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Corea del Sud: 100 mila tetti fotovoltaici

23 Marzo 2005 - Una parte del programma fotovoltaico prevede l’installazione di impianti da 1 a 5 kW con incentivi in conto capitale e incentivo in conto energia. Fissato anche un limite massimo di 3 MW per impianto. Stimolata l’industria di celle e moduli anche per l’esportazione.

 

La Corea del Sud è entrata nel primo anno di un programma nazionale di 100.000 Tetti Fotovoltaici che dovrà completarsi nel 2011-2012 con una installazione complessiva di 1.300 MW.
In pratica, secondo la società per la diffusione delle rinnovabili KEMCO (Korea Energy Management Corp.) ognuno dei 48,6 milioni abitanti avrà circa 27 W di FV. Uno sviluppo impressionante se si pensa che attualmente il paese asiatico non supera i 10 MW installati, di cui oltre la metà sono di installazioni isolate (off-grid).

Il Ministero del Commercio, l’Industria e l’Energia (MOCIE) ha offerto una tariffa incentivante per il kWh ceduto alla rete di circa 716,40 KRW (al cambio circa 51-52 centesimi di euro) per 15 anni. Il limite massimo di potenza per impianto è stato fissato in 3 MW, realizzabile anche a terra.

La parte più concreta del programma riguarda tuttavia l’installazione di 100 mila tetti con potenze tra 1 e 5 kW, per i quali è previsto un incentivo in conto capitale, gestito da KEMCO, di 8,3 milioni di KRW (pari a circa 6.500 euro) per kW installato fino ad un massimo del 70% delle spese di installazione.
A questo va aggiunto l’incentivo in conto energia fissato dal MOCIE, anche se per gli impianti con potenze superiori ai 3 kW il sussidio è limitato al 30% e i proprietari degli impianti devono essere definiti produttori di elettricità, quindi imprenditori.

Una recente legge coreana inoltre ha reso obbligatorio per i nuovi edifici pubblici con oltre 3.000 m2 di superficie di riservare il 5% dei costi di costruzione alle energie rinnovabili, in particolare al fotovoltaico.
La nuova disponibilità di incentivi in Corea sta stimolando anche la produzione della tecnologia, attualmente ancora molto limitata. Le nuove linee produttive di celle e moduli di società coreane tuttavia nei prossimi due o tre anni riserveranno parte della loro produzione al mercato giapponese ed europeo e solo una quota minore al mercato nazionale che dovrà comunque conoscere la sua più forte espansione già dal 2006-2007.

 

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