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Solarexpo 2005

30 Maggio 2005 - Oltre 350 partecipanti al Convegno “Nuovi scenari per il fotovoltaico in Italia” rivendicano un ruolo per l’industria del settore in Italia. L’esempio da seguire è il modello tedesco.

 

Nel corso di Solarexpo 2005 alla fiera di Vicenza, si è svolto il convegno titolo “Nuovi scenari per il fotovoltaico in Italia”. Oltre 350 operatori hanno cercato di capire le motivazioni del blocco normativo che impedisce al settore una vera crescita.

Dal 15 agosto gli operatori del settore attendono uno strumento di incentivazione del chilowattora prodotto da fonte solare (conto energia), ma ad oggi il decreto che dovrebbe contenere questo meccanismo giace ancora presso i Ministeri competenti (Attività Produttive e Ambiente) che, benché invitati a questo convegno, erano purtroppo assenti.

“I ritardi normativi per lo sviluppo del FV, come delle altre fonti rinnovabili, non sono un caso nel nostro paese: questo non è un settore che interessa al mondo politico e a molti decisori pubblici” – così ha affermato Roberto Longo, presidente di APER (Associazione Produttori Energie Rinnovabili).
“Il motivo è che in Italia manca una vera cultura dell’innovazione e delle nuove tecnologie sostenibili – ha continuato Longo – una cultura che nel campo delle fonti rinnovabili è fortemente ostacolata e condizionata dalle grandi lobby energetiche”.

In apertura del convegno Francesco Groppi del CESI ha detto che il settore FV mondiale sta registrando una crescita impressionante, raddoppiando la potenza in circa due soli anni.

Groppi ha ricordato come nel 2004 oltre 400 MW (oltre 320 in Germania) di potenza FV siano stati installati nell’Unione Europea, mentre nel nostro paese ne sono stati realizzati solo 4.
“Aspetto fondamentale, oltre a quello di un sistema di regole e incentivi coerenti di lungo periodo – ha concluso Groppi – è l’investimento nella ricerca che in un settore così in evoluzione permetterebbe di velocizzare la crescita industriale e la diffusione”.

Un ruolo importante nell’ambito energetico e delle rinnovabili per le Regioni è stato rivendicato da Iris Flacco della Regione Abruzzo e del Coordinamento Interregionale Energia.
Iris Flacco ha spiegato come gli incentivi a fondo perduto basati su bandi regionali siano strumenti molto complessi, faticosi e costosi per l’amministrazione pubblica e forse solo validi per uno sviluppo iniziale della tecnologia.
“Ad esempio – ha aggiunto Flacco – le risorse regionali disponibili sono utilizzabili solo per il 10% delle richieste di impianti FV, mentre per il restante 90% la non realizzazione di impianti potrebbe avere un effetto negativo per il mercato del settore e per i potenziali utenti.
Quindi le Regioni sono molto favorevoli ad un adeguato meccanismo di incentivazione del FV basato sul conto energia che le veda, però, coinvolte”.

Le Regioni, secondo la rappresentante della Regione Abruzzo, dovrebbero investire soprattutto nell’informazione verso i cittadini per consentire loro una scelta consapevole sull’ampia gamma di tecnologie energeticamente sostenibili già oggi disponibili”.

Emiliano Fioravanti, presidente GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane), ha ricordato come il ritardo del decreto attuativo sul FV potrebbe mettere in ginocchio un settore che da anni deve lottare contro il disinteresse delle istituzioni.
“In Italia la domanda crescente non trova una corrispondente risposta nella normativa, mentre in Germania, grazie al conto energia, la crescita del settore FV ha permesso la creazione di 20 mila occupati diretti e un giro d’affari di oltre 5 miliardi di euro all’anno”.

Tutti i partecipanti al convegno sono stati concordi nel ritenere che oggi una normativa sul modello tedesco potrebbe consentire un’importante crescita occupazionale in un settore hi-tech con molte prospettive di export e di crescita economica.
Inoltre si è sottolineato che l’incidenza a regime sulla bolletta elettrica di un programma di sviluppo del FV sarebbe minima per i cittadini italiani e cioè pari a 0,020 cent/€ per kWh.


Fonte: Solarexpo News www.solarexpo. com

 

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