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Solarexpo 2005

30 Maggio 2005 - La proposta di Direttiva europea per la produzione di calore anche da solare termico, i regolamenti edilizi comunali, gli obblighi di installazione su edifici pubblici, l’industria nazionale.

 

Il mercato del solare termico in Italia e in Europa e le politiche per la sua espansione sono stati argomenti di uno specifico convegno nel corso di Solarexpo 2005 (20 maggio, Fiera di Vicenza).

Raffaele Piria (ESTIF) ha fornito ai partecipanti un quadro dell’andamento del mercato europeo dei sistemi solari termici, differenziando per paese gli squilibri e gli sviluppi ottenuti negli ultimi anni.

Un mercato europeo del solare termico che, a differenza del fotovoltaico, si sta sviluppando a tassi di incremento più lenti e continua ad avere tra i paesi leader la Germania, la Grecia e l’Austria.
In particolare il settore in Germania sta registrando un leggero calo, anche se nel 2004 sono stati installati collettori pari ad una superficie di 750.000 m²; a seguire troviamo Austria e Grecia, con circa 180.000 m².

L’Italia è ancora molto indietro con 65.000 m2 circa installati nel 2004 (circa 550.000 m2 in totale, meno di quanto la Germania installa in un anno!).
Un trend positivo lo stanno avendo Francia, Spagna e, recentemente anche l’Italia, ma per quanto riguarda il nostro paese gli obiettivi al 2010 (3 milioni di metri quadrati) sono ancora troppo lontani.

Piria ha voluto mettere in luce come l’energia termica sia ampiamente sottovalutata nonostante essa rappresenti il 49% della domanda di energia (31% è la domanda per i trasporti e solo il 20% è la domanda di energia elettrica).

A questo proposito è stata proposta una Direttiva europea che riguarda lo sviluppo dell’energia termica da rinnovabili (solare termico, geotermia e biomasse).
L’obiettivo è di portare al 25% la quota della produzione di energia termica da fonti rinnovabili al 2020 (www.estif.org) (vedi anche notizia Enerpoint del 26/4/2005).

Cosa possono fare i Comuni italiani per lo sviluppo del settore lo ha spiegato Giuliano Dall’O’ (Rete di punti Energia della Regione Lombardia). L’esempio del regolamento edilizio di Carugate (MI) che obbliga l’installazione dei sistemi solari termici sugli edifici di nuova costruzione è un caso di successo che altri piccoli comuni lombardi stanno già riproducendo.
Dall’O’ ha aggiunto che molti costruttori, soggetto chiave di questa strategia, hanno compreso che un incremento del costo di costruzione del 2% per un edificio ex novo che prevede l’installazione di questi impianti non crea alcun problema al settore edile.

Sempre in tema di enti locali si è parlato dell’obbligo di installare sugli edifici pubblici i sistemi solari termici. “L’obbligo – ha spiegato Mario Gamberale del Kyoto Club - fa riferimento alla legge 10 del 1991 e al DPR 413, norme importanti ma ormai ampiamente disattese dalle amministrazione pubbliche italiane”.

Il Kyoto Club intende favorire l’applicazione di questa norma che, se fosse stata regolarmente applicata, avrebbe permesso in questi anni un decollo del settore con centinaia di migliaia di metri quadrati installati.
In pratica, il Kyoto Club e le imprese del comparto, con l’iniziativa “Operazione 10”, vogliono sensibilizzare a livello normativo e tecnico gli uffici tecnici degli enti locali che hanno in programma gare d’appalto per l’edilizia pubblica e, in una seconda fase, denunciare alcuni di quei comuni che non hanno permesso l’installazione dei sistemi solari termici, creando così un significativo precedente giurisprudenziale.

Il settore imprenditoriale, rappresentato da Sergio D’Alessandris presidente dell’Assolterm, ha ricordato come sia ancora ridotta la produzione nazionale di collettori solari sul totale dell’offerta: circa il 30%. L’obiettivo è di portare questa quota almeno al 50%.

Fonte: Solarexpo News www.solarexpo.com

 

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