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ESEMPI DA SEGUIRE: le “buone pratiche” degli Enti Locali italiani

30 Maggio 2006 - Workshop a Solarexpo dedicato agli Enti locali per Kyoto

 

A Solarexpo 2006 nel workshop organizzato dal Kyoto Club dal titolo “Enti locali per Kyoto: le esperienze in atto e le nuove opportunità” è stato illustrato il ruolo delle amministrazioni locali in relazione alle politiche e le strategie energetiche nazionali che hanno l’obiettivo di diffondere impianti a fonti rinnovabili e interventi di efficienza energetica.

I relatori hanno evidenziato come nessun impegno nazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra può essere messo in atto senza un concreto sostegno delle politiche energetiche su scala urbana o regionale.
Centinaia di persone, tra amministratori pubblici, tecnici e operatori del settore, studenti, hanno assistito alla presentazione delle migliori esperienze che gli enti locali Italiani stanno realizzando nel campo dell'efficienza energetica e dello sviluppo delle fonti rinnovabili.

Regolamenti edilizi comunali che impongono il solare termico ed elevati standard di efficienza nelle costruzioni nuove e in quelle ristrutturate, certificazione energetica degli edifici come strumento di trasparenza e valorizzazione, riqualificazione dei parchi immobiliari e veicolari pubblici: sono centinaia le "buone pratiche" di province e comuni italiani che – come ha detto Beppe Gamba del Kyoto Club - richiedono ora di essere portate "a sistema" attraverso veri e propri Piani d'azione Comunali per l'energia e il clima. La programmazione organica degli interventi, insieme alla rivendicazione di una chiara e omogenea politica nazionale che sostenga l'impegno locale, sono le sfide dell'immediato futuro per le amministrazioni locali.

Un esempio per tutti sono i nuovi regolamenti edilizi di Carugate e di altri comuni della provincia di Milano, illustrati da Giuliano Dall'O' del Politecnico di Milano. Regolamenti che, tra i pochi in Italia, obbligano il solare termico sugli edifici e che consentono di raggiungere fin da oggi una qualità energetica che con le norme nazionali si potrà raggiungere solo tra diversi anni. Dall'O' ha sottolineato che la modifica dei regolamenti edilizi deve essere vista come l’avvio di un processo che coinvolga tutti gli attori locali, dal cittadino-utente all’impresa, dal progettista alle aziende.

Un'esperienza già avanzata è quella della Provincia di Bolzano con la certificazione dell'edificio chiamata “CasaClima”. Norbert Lantschner, direttore dell'Ufficio aria e rumore della Provincia, ha illustrato il marchio della provincia altoatesina e ha affermato che chi costruisce una casa produce effetti per generazioni, significa creare un’architettura che sia unione o contrasto con il paesaggio circostante, ma al contempo significa caratterizzare gli stessi abitanti.

Oggi CasaClima è diventato un modello di costruzione molto ammirato anche oltre i confini provinciali. I suoi punti di forza sono il certificato CasaClima, la targhetta CasaClima e il marchio di qualità CasaClima Plus, che attesta il risparmio energetico e garantisce la sostenibilità. Le case con un indice termico al di sotto dei 50 kWh per m² all’anno ricevono una targhetta CasaClima B. Se invece l’indice termico si trova al di sotto dei 30 kWh per m² all’anno, l’edificio riceve una targhetta CasaClima A.


La denominazione di “CasaClimapiú” viene data a quegli edifici abitativi che vengono costruiti in modo ecologico e che utilizzano energie rinnovabili per il proprio fabbisogno di calore, come ad esempio il solare termico.


INFO CasaClimaPiù:  www.provinz.bz.it

 

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