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Negli Stati Uniti cresce l’interesse per le case a “energia zero” alimentate a fotovoltaico

28 Giugno 2006 - Grazie a investimenti in R&S e a incentivi fiscali a lungo termine è possibile un boom di questa tipologia di abitazione. Uno studio del NREL.

 

Oltre 165.000 case a “energia zero” alimentate con il fotovoltaico potrebbero essere costruite negli Stati Uniti entro il 2020 e oltre 2,6 milioni se ne potrebbero edificare entro il 2030 grazie agli incentivi fiscali a lungo termine definiti dal governo federale. E’ questo uno scenario di alto profilo che è stato presentato in uno studio di 55 pagine preparato dal NREL (National Renewable Energy Laboratori) e finanziato dal Dipartimento dell’Energia statunitense. Anche il gruppo di ricerca dell’associazione nazionale dei costruttori di case (NAHB) ne ha dato notizia in un suo recente comunicato.

 

Attraverso ingenti finanziamenti di ricerca e sviluppo già previsti per l’anno finanziario 2006 e, soprattutto con specifici incentivi fiscali del 30% a lungo termine, i ricercatori del NAHB credono che la vendita di case a energia zero potrebbero seguire lo stesso trend di vendita delle abitazioni a basso consumo energetico (“Energy Star”), certificate dall’Environment Protection Agency, che sono passate da zero nel 1995 a 130.000 nel 2004.

 Il rapporto fornisce anche ampio elenco dei benefici economici gli acquirenti di case a energia zero (bassissima bolletta energetica, sistemi FV finanziati con mutui a 30 anni, incremento del valore della casa, ecc.) che per i costruttori (differenziazione di mercato, immagine positiva a livello mediatico e a livello di innovazione tecnologica). 

 

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