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Un convegno in Senegal sull’energia solare, per un’energia democratica

30 Giugno 2006 - Intellettuali e attivisti, associazioni e istituzioni a Dakar si sono confrontati con un approccio all'energia che mette al centro i bisogni fondamentali. Presenti due consiglieri della Regione Lombardia. Possibile una cooperazione tra Italia e Senegal.

 

Due settimane fa a Dakar (Senegal) è stato organizzato un convegno dall'associazione italo-senegalese Cosa (Centro di Orientamento e Studi Africano), nata anni fa a Milano dal rapporto fra un gruppo di migranti e la Cgil (il presidente è Baye Ndiaye).

 

Intellettuali e attivisti, associazioni e istituzioni a Dakar si sono confrontati con un approccio all'energia che mette al centro i bisogni fondamentali: acqua, cibo, igiene, sostituzione della fatica; e le fonti più pulite e democraticamente disponibili, come il sole. Il solare è visto come una grande possibilità di approvvigionamento energetico decentrato e democratico (svincolato anche dagli intermediari ex colonizzatori come le grandi multinazionali), perfettamente integrabile nel territorio e controllabile dalla comunità.

 

L’Africa deve sviluppare l'energia solare nelle sue varie forme, dal fotovoltaico alle eliocucine (cucine solari), per rispondere a bisogni primari. Come l'igiene: senza energia non circola l'acqua, non la si estrae (l'anno scorso in Senegal è scoppiata un'epidemia di colera). Come le attività domestiche: è molto importante arrivare a cucinare cibi e bollire l'acqua senza dover ricorrere alla legna da ardere, di cui c'è penuria e che comporta grandi fatiche e perdita di tempo per centinaia di milioni di donne e bambine, principalmente in Africa: nel mondo due miliardi di esseri umani conoscono la legna come unica fonte di energia. Come i servizi essenziali di quartiere, anch'essi legati strettamente al cibo e all'acqua: pompare dai pozzi, cucinare nei mercati, usare refrigeratori, essiccare frutti deperibili, che freschi sono abbondanti solo per un breve periodo. Ma non solo: con cabine a energia solare e batterie si può portare internet nei villaggi senza bisogno di costruire costose e onerose infrastrutture; ovvero, allacciare i villaggi al mondo senza bisogno di una spina e di quel che le sta dietro.

 

All'incontro senegalese hanno partecipato Mario Agostinelli e Giuseppe Civati, consiglieri regionali della Lombardia, membri della commissione ambiente. Agostinelli è capogruppo del Prc in regione oltre che promotore del “Contratto mondiale energia e clima” in Italia. Il Contratto, già firmato anche da 15 organizzazioni senegalesi, la più conosciuta delle quali è Enda-Tiers Monde, pone al centro la democrazia energetica.

 I consiglieri hanno verificato le possibilità di cooperazione nel campo delle energie rinnovabili. Il sole è una risorsa formidabile per l'Africa e il Senegal (e nel sud di questo paese c'è a anche molto vento), ma spesso gli impianti si fermano dopo pochi anni. Il ministro degli Esteri Diago ha sottolineato la necessità di promuovere la formazione tecnologica locale. Intanto la Camera di commercio italo-senegalese intende sviluppare impianti solari chiavi in mano.   

 

Fonte: Tratto dall’articolo “La saggezza energetica dell’Africa” su Greenplanet.net

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