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I temi energetici nel DPEF del Governo Prodi

4 Agosto 2006 - Oltre alle questioni delle liberalizzazioni, presente anche l’impegno per la promozione dell’offerta di fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica

 

Dal recente DPEF 2007-2011 (Documento di previsione economica e finanziaria) del Governo Prodi emergono anche i temi dell’energia.


Il Governo intende innanzitutto accelerare il processo di liberalizzazione attraverso una separazione non solo societaria, ma anche di proprietà tra produzione e reti di trasmissione.


Si guarda poi ad una politica energetica che punti non solo alla copertura dell’attuale domanda di energia con un incremento dell’offerta di energia da fonti convenzionali, ma anche che si muova sulle seguenti direttrici:

 

1.    promuovere le fonti rinnovabili secondo logiche di filiera industriale;
2.    sostenere le forme di produzione distribuita;
3.    sviluppare le “agro-energie”;
4.    innalzare l’efficienza energetica dando segnali economici di orientamento della domanda;
5.    perseguire gli obiettivi del protocollo di Kyoto, individuando quelle misure che consentano di massimizzare i benefici indotti sull’economia nazionale in termini di tutela dell’ambiente e minimizzare i costi complessivi di adempimento agli obblighi del Trattato.

 

In particolare, per il settore dell’edilizia, grandi potenzialità di risparmio di energia e i CO2 (unite a grandi possibilità d’incremento di PIL e occupazione) sono attribuite ad un programma straordinario di incentivazione delle ristrutturazioni energetiche del patrimonio edilizio (sul tipo della detrazione IRPEF del 36%). Questa strada viene suggerita sempre più spesso da diversi soggetti, anche all’interno del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

Tuttavia questo approccio non fa parte di un acquisito patrimonio comune nei diversi estensori dei capitoli, visto che si può notare un parziale scollamento fra il capitolo “Energia” e quello “Ambiente”. Per fare solo un esempio, il rispetto del protocollo di Kyoto è visto più come un onere per le imprese e per la finanza pubblica che non come un utile e decisivo strumento per ripensare e riorganizzare la politica energetica italiana.

 

Vedremo presto quali provvedimenti saranno contenuti nella prossima finanziaria sulle questioni energetiche, sul ruolo di rinnovabili ed efficienza energetica.

 

Tratto da articolo di Roberto Ballarotto (www.qualenergia.it)

 

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