In questo sito utilizziamo cookies propri e di terze parti per migliorare la navigazione e poter offrire contenuti e messaggi pubblicitari personalizzati. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies da parte nostra (Informativa). Nelle impostazioni del tuo browser puoi modificare le opzioni di utilizzo dei cookie.

Segnala ad un amico

In dirittura d’arrivo il nuovo decreto per il conto energia fotovoltaico.

29 Ottobre 2006 - La bozza del provvedimento non dice però ancora nulla su due questioni cruciali: entità delle tariffe e limite di potenza.

 

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MSE) ha inviato a GSE (ex GRTN), Enel, Confindustria, Confartigianato, Confcommercio e alle associazioni di categoria la bozza del decreto che delinea il nuovo conto energia per il fotovoltaico.

Vi sono diverse novità ma sono ancora incerti due punti cruciali: l’entità delle tariffe incentivanti e il limite di potenza installabile al 2015, che resta nonostante le critiche degli operatori. Tuttavia non dovrebbero esserci tetti annuali di potenza installabile.

L’art. 2 della bozza di decreto esclude le installazioni “a terra”. La tariffa incentivante è destinata soltanto agli impianti collocati sugli edifici e le loro pertinenze, anche se saranno ammessi anche gli impianti “posizionati su suoli oggetto di programmi di riqualificazione, individuati come tali dalla regione competente e la cui installazione è espressamente autorizzata dalla regione medesima ai sensi dell’art. 12 del D.lgs 387/03”.

Altre soluzioni allo studio del MSE per gli impianti a terra sono la concessione dell’incentivo solo alle installazioni che fanno scambio o autoproduzione o la fissazione di un tetto massimo di incentivazione, oppure l’inclusione pura e semplice di questi impianti nel sistema di incentivazione, a fronte però di un abbassamento della tariffa e di un contestuale aumento dei “premi” per gli impianti integrati negli edifici.

Gli impianti fotovoltaici si distingueranno generalmente in “non integrati” (i cosiddetti retrofit installati su costruzioni già esistenti) e quelli “integrati” (inseriti sin dalla progettazione degli edifici). La nozione di “parzialmente integrato” appare però piuttosto farraginosa, giacché si tratta in realtà di impianti retrofit con caratteristiche alquanto arbitrarie (indicate nell’allegato 2 della bozza).

La bozza di decreto introduce una netta semplificazione dei procedimenti burocratici (art. 5): il soggetto che intende realizzare un impianto fotovoltaico (persone fisiche e giuridiche, enti pubblici e condomini) deve presentare il progetto preliminare al gestore di rete o utility (il quale dovrà comunicare entro 30 giorni il punto di consegna) e, in seguito, inviare allo stesso gestore la dichiarazione di ultimazione dell’impianto, che il gestore dovrà connettere alla rete entro 30 giorni; il soggetto avrà poi altri 30 giorni per richiedere la pertinente tariffa di incentivazione.


Fonte: Quotidiano Energia

Leggi qui bozza del nuovo decreto

 

 

Seguici su: LinkedIn Twitter

> Ritorna alle news