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La futura politica energetica dell'Unione Europea

27 Dicembre 2006 - Secondo il Parlamento europeo la percentuale di rinnovabili dovrà continuare a crescere fino a costituire nel 2040 il 50% dell’energia primaria. Dubbi dell’Erec sui reali contenuti della meno ambiziosa road map proposta dalla Commissione europea.

 

La plenaria del Parlamento europeo (PE) ha approvato lo scorso 14 dicembre il rapporto Eluned Morgan. Il documento, gia votato dalla Commissione ITRE (industria, ricerca, energia) del PE, prende posizione nei confronti della futura politica energetica dell’Unione Europea (UE), così come viene tracciata nel Libro verde della Commissione europea dal titolo ''Una strategia europea per un energia sicura, competitiva e duratura''.

 

L'analisi strategica della politica energetica europea e il relativo pacchetto energia saranno presentati il prossimo 10 gennaio dall’Esecutivo europeo. Gli europarlamentari, a tale proposito, raccomandano di fissare obiettivi obbligatori per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e l'efficienza energetica. I tetti proposti sono di una riduzione del 30% delle emissioni di CO2 entro il 2020 e tra il 60 e l’80% entro il 2050.

 

L'efficienza energetica dovrà, invece, essere aumentata del 20% entro il 2020. Il Parlamento Europeo sollecita parallelamente lo sviluppo delle energie rinnovabili grazie ad un quadro di schemi di sostegno armonizzati nell’ambito di una road map più ampia. Per coprire con le energie rinnovabili entro il 2020 il 25% dell’energia primaria necessaria all’UE si chiede che vengano fissati obiettivi settoriali vincolanti. La percentuale di rinnovabili, seguendo le tappe previste dalla road map, dovrà continuare a crescere fino a costituire nel 2040 il 50% delle energia primaria.

 

La decisione del Parlamento europeo è stata salutata con soddisfazione dal gruppo dei verdi. Secondo, un suo esponente, Claude Turmes, il PE ha lanciato un messaggio forte sul fatto che efficacia energetica e rinnovabili debbano figurare tra le priorità della prossima analisi strategica della politica energetica dell’UE. Monica Frassoni, vicepresidente del gruppo, ha puntualizzato la posizione assunta nei confronti della lobby del nucleare, che proponeva che il 60% dell’elettricità venisse prodotta a partire da tecnologie senza emissioni di carbonio, ma la proposta è stata bocciata.

Il Parlamento europeo, sottolinea la Frassoni, non è caduto nella trappola di chi voleva mascherare la promozione del nucleare dietro l’etichetta “tecnologie a basso carbonio”. Una espressione destinata a promuovere il nucleare, deviando risorse destinate alle rinnovabili.

 

 

Fonte: Fonte: Ansa

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