In questo sito utilizziamo cookies propri e di terze parti per migliorare la navigazione e poter offrire contenuti e messaggi pubblicitari personalizzati. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies da parte nostra (Informativa). Nelle impostazioni del tuo browser puoi modificare le opzioni di utilizzo dei cookie.

Segnala ad un amico

Il silicio e le strategie per una crescita del fotovoltaico

24 Ottobre 2007 - Pubblichiamo una parte di un’intervista di Francesco Ranci all’Amministratore Delegato di Sharp Electronics Italia apparsa recentemente su Quotidiano Energia.

 

“Nonostante l’ingresso di nuovi operatori nei polisilicati, l’offerta di silicio rimarrà insufficiente a coprire la domanda, almeno per un lustro. Il dato del 2007 è 36.000 tonnellate: e quella del fotovoltaico è un’esplosione recente, con numeri che non possono incidere più di tanto sul quadro della situazione”. Aldo Meneghelli, Amministratore Delegato di Sharp Electronics Italia, non condivide le previsioni di un prossimo superamento del collo di bottiglia che sta a monte della produzione di pannelli fotovoltaici, e di una conseguente prossima discesa dei prezzi. “Certo, se spostiamo l’attenzione sull’Italia, con il suo sistema incentivante che ha pochi riscontri a livello mondiale, e che ha fatto esplodere il mercato”, spiega in un’intervista a QE, “non si può escludere che un intervento del Governo consenta di superare i forti ostacoli finanziari che vanno affrontati per avviare una produzione di silicio (costi nell’ordine dei 3 miliardi di dollari, per intenderci, e tempi lunghi). Ma tenga presente che investire nella componentistica elettronica è una faccenda delicata che richiede grandi volumi e molti anni di tempo per rientrare negli investimenti”. D. Come si sta attrezzando Sharp per affrontare la crescita del fotovoltaico nei prossimi anni? In Italia avete in mano un mercato che sta però crescendo rapidamente… R. “Se posso fare una premessa, visto che non tutti lo sanno, Sharp è il leader mondiale fin dagli anni ’50-’60, prima con i pannelli fotovoltaici per i satelliti e poi con le calcolatrici. Oggi abbiamo una capacità produttiva di 600 MW/anno, a fine 2006, che ci pone sicuramente al primo posto fra i produttori a livello mondiale. Le do altri due dati per capire meglio: nel 2005, con 428 MW/anno, avevamo il 26% del mercato con il più vicino concorrente al 9%; e, altro dato significativo, nel 2000 la nostra produzione era di soli 54 MW/anno”. D. L’esplosione attesa della domanda, insomma, non vi spaventa… R. “In Italia l’anno scorso abbiamo venduto 25 MW, e le richieste sono risultate almeno quattro volte maggiori”. D. Come affrontate, allora, il problema della carenza di silicio? R. “Ci arrivo. Ma visto che stiamo parlando dell’Italia devo aggiungere non è questo l’unico problema. Per tenere il passo con la domanda scatenata dal Conto energia si è posto il problema della carenza di installatori. Non è una cosa da nulla realizzare un impianto fotovoltaico che garantisca il massimo rendimento, nella logica del nuovo sistema di incentivazione del kWh effettivamente prodotto - mi lasci dire che il precedente sistema, con il rimborso al 75% delle fatture di acquisto e installazione dei pannelli, si è rivelato un disastro sotto il profilo della funzionalità degli impianti. D. Il mercato italiano di quanto crescerà nei prossimi anni? R. “Credo che 200-250 MW siano cifre sensate, per i prossimi due anni. Poi si vedrà. Mi preme sottolineare che è importante fare bene questi 3.000 MW previsti dal decreto per il 2016”. D. C’è anche il problema delle autorizzazioni e della connessione in rete… R. “Questi aspetti però non dipendono da me. Posso solo dire che la semplificazione delle procedure burocratiche è molto importante e che da questo punto di vista si può ancora migliorare. Tornando sulla sua domanda precedente, a fronte di una offerta di silicio limitata a livello mondiale, Sharp si muove in tre direzioni: pannelli più sottili, e siamo arrivati a una soglia di 200 micron di spessore sotto la quale credo non si possa scendere più di tanto, senza incontrare problemi di fragilità delle celle; film sottile…”. D. Quali programmi avete per il film sottile? Se ne parla molto, ma non sempre ci si intende su questo prodotto e i pareri non sono unanimi sulla sua importanza in futuro. R. “Per noi è una delle due tecnologie fondamentali. Per film sottile intendiamo uno strato di verniciatura di silicio, che otteniamo sostanzialmente con la stessa tecnologia con cui produciamo gli schermi a cristalli liquidi (tripla giunzione). Attualmente la nostra produzione è di soli 10 MW/anno, ma abbiamo raggiunto una resa energetica del 10% (sicuramente fra le più alte, la resa dei pannelli tradizionali è attorno al 15%) e puntiamo a raggiungere il 12%. Data la riduzione del costo del silicio in questi prodotto, pensiamo di poter competere con le altre fonti più utilizzati nei prossimi anni. Per questo abbiamo iniziato nel distretto di Osaka la costruzione di un impianto che potrà arrivare a 1.000 MW/anno – di celle solari a film sottile - e che inizierà la produzione nel marzo 2010. Sarà il più grande impianto per la costruzione di moduli fotovoltaici al mondo”.

 

Seguici su: LinkedIn Twitter

> Ritorna alle news