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La Regione Abruzzo contro il fotovoltaico

23 Novembre 2007 - Una legge regionale abruzzese vieta l'installazione degli impianti sugli edifici pubblici a meno che non si trovino a 500 m da ogni abitazione

 

Il Consiglio Regionale dell’Abruzzo (a maggioranza di centro sinistra) ha deliberato una legge regionale che vieta di installare impianti fotovoltaici su terreni ed edifici pubblici (ospedali, scuole, uffici comunali, ecc.) fino ad una distanza di 500 metri da ogni abitazione.

Ecco il testo dell’articolo 74 della legge regionale n.34 del 1° ottobre 2007:

Realizzazione di impianti di produzione ad energia tramite conversione fotovoltaica
La Regione Abruzzo al fine di conservare i luoghi urbani e rurali e garantire una migliore qualità della vita quale corretto rapporto tra ambiente interno inteso quale abitazione, ed ambiente esterno, inteso quale luogo circostante l’abitazione, consente, nel rispetto delle normative vigenti, a soggetti pubblici la realizzazione di impianti di produzione ad energia tramite conversione fotovoltaica ad una distanza minima di 500 m. da ogni abitazione.
E sugli edifici privati dei centri storici o delle aree cittadine dei 305 comuni abruzzesi sarà possibile installare impianti fotovoltaici? L’articolo 74 della legge regionale n.34 del 1° ottobre 2007 non ne parla.

Questa legge regionale è assurda, visto che in pratica si potranno installare impianti fotovoltaici solo presso i rifugi montani, e completamente in controtendenza rispetto ad ogni realtà europea. Va detto, tuttavia, che mentre il Consiglio Regionale produce questa “curiosa” norma, l’Assessorato regionale all’Ambiente sta predisponendo un piano energetico che punta sulle fonti rinnovabili.

WWF Abruzzo e Legambiente Abruzzo hanno già espresso il loro parere: “la Regione Abruzzo con queste norme si è posta al di fuori dal contesto europeo”.
Per maggiori approfondimenti: www.qualenergia.it

 

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