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Fotovoltaico e rinnovabili: investire conviene!

14 Aprile 2009 - Fotovoltaico, termico, idroelettrico, geotermico, eolico: uno studio della Bocconi ha confermato la validità dell’investimento nelle fonti rinnovabili quantificandone gli effetti economico-finanziari.

 

Grazie allo studio condotto dalla Bocconi in collaborazione con Centrobanca, adesso anche gli effetti economico-finanziari positivi ottenibili dagli investimenti in energie rinnovabili (impianti fotovoltaici, solare termici, eolici, ecc.) sono stati finalmente confermati in modo ufficiale.
 
Investimenti redditizi, quindi, sia per le imprese in grado di cedere alla rete elettrica nazionale l’energia prodotta, che per quelle che la utilizzano direttamente per i propri processi produttivi.

La ricerca “Investire in energie rinnovabili – La convenienza economica per le imprese” ha evidenziato che in anni in cui l’attenzione per l’ambiente e l’impatto negativo che ha su di esso il consumo eccessivo delle risorse energetiche richieste dalla produzione industriale, insieme alla eccessiva dipendenza italiana dall’estero, hanno fatto si che crescessero le aspettative per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Secondo Nova, ricercatore che si è occupato dello studio “tutta una serie di condizioni spingono, nel nostro paese, verso gli investimenti in questo tipo di energie. L’Italia è il secondo importatore al mondo di energia elettrica, ma non figura tra i primi 10 produttori, e il prezzo medio per kWh è tra i più alti in Europa. Siamo fortemente dipendenti dall’estero e dalla volatilità dei prezzi che si determina sul mercato mondiale. Investire nelle energie rinnovabili potrebbe significare limitare tale dipendenza. Non solo: la riduzione del costo del kWh per le imprese rappresenta un importantissimo elemento di competitività per il sistema, oggi imprescindibile, soprattutto nei settori ad alta intensità energetica”.

Secondo quanto riportato nella ricerca la realizzazione di impianti fotovoltaici, idroelettrici, eolici o a biomasse è conveniente là dove ci sono industrie a grande assorbimento di energia. Tra le province italiane si trova la primo posto Milano, seguita da Torino, poi ancora da Bergamo, Brescia e Vicenza al terzo posto, Treviso e Varese al quarto e Modena al quinto. Otto province che da sole occupano il 62% del ‘potenziale elettrico’ italiano.

Secondo Nova l’investimento, dal punto di vista industriale, risulta interessante poiché “trae origine dal differenziale tra prezzo-costo dell’energia acquistata e costo di produzione dell’energia, integrato però dagli incentivi economici che caratterizzano questi progetti. Le iniziative legate a energie rinnovabili si confermano come investimenti estremamente interessanti sotto il profilo dei rendimenti economici ma soprattutto caratterizzati da una rischiosità sostanzialmente contenuta, caratteristica sempre più rara nel panorama industriale contemporaneo”.

Considerati gli obiettivi europei al 2020, l’investimento in fotovoltaico, termico e rinnovabili in generale risulta essere non più solo una bella opportunità, ma anche un vincolo che tutti i Paesi dell’Unione Europea sono tenuti a rispettare per raggiungere il 20% di produzione di energia da fonte rinnovabile .

 

 

Fonte: Ecosportello

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