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Il fotovoltaico in Europa nel 2020: scenari e obiettivi

9 Luglio 2009 - Un recente studio dell'EPIA analizza le azioni e le strategie necessarie per raggiungere il 12% di energia elettrica consumata in Europa grazie al fotovoltaico.

 

Uno studio realizzato da EPIA (European Photovoltaic Industry Association), in cooperazione con la società di consulenza di gestione strategica A.T. Kearney, prova a definire alcuni scenari possibili sulla diffusione del FV in Europa.

Lo studio, dal titolo “SET For 2020" (120 pp.), analizza innanzitutto la rapidità di crescita registrata finora dal settore fotovoltaico che, si spiega nel report, attualmente è la fonte rinnovabile a più rapida diffusione: nel 2008 i 4,5 GWp installati in Europa hanno rappresentato il 19% di tutta la potenza elettrica installata nell’anno nel continente.

Un aspetto molto rilevante dell’analisi riguarda i prezzi dei sistemi fotovoltaici. Questi probabilmente tenderanno a diminuire, in determinate condizioni e alla luce dell’attuale volume di installazioni, di almeno l’8% l’anno, dimezzando i costi di generazione ogni 8 anni. Un decremento che non è atteso per nessun altra fonte elettrica.

Diversi sono gli scenari per la diffusione di questa tecnologia in Europa. Il meno ambizioso è uno scenario di base che prevede una penetrazione del fotovoltaico al 2020 del 4% (crescita “business as usual”). C’è poi uno scenario di crescita accelerata che punta a coprire il 6% del mercato al 2020 e uno scenario Paradigm Shift, quello più avanzato ed ambizioso, che punta ad un obiettivo del 12% di energia elettrica prodotta grazie ai pannelli fotovoltaici sui consumi.

Un target che, a differenza degli altri due scenari, richiede un cambiamento dell’infrastruttura esistente, quindi con forte sviluppo dello stoccaggio di energia e dell’utilizzo di innovative smart grid, oltre a miglioramenti su tutta la filiera tecnologica e commerciale.

Secondo lo studio, l’obiettivo del 12% al 2020, anche se oggi ci troviamo al di sotto dell’1%, è realistico e sarà raggiungibile se verranno intraprese alcune azioni chiave da parte dei decisori politici sia dell’UE che dei governi nazionali (incentivi di sostegno fino alle soglie della competitività e un ambiente favorevole in termini finanziari e normativi), ma anche dall’industria di settore.

Secondo lo studio EPIA, gli impianti solari fotovoltaici potranno fornire una quota importante (circa un terzo) dei 1.244 TWh che rappresentano il gap di energia rinnovabile richiesta al 2020, cioè 462 TWh, mentre i restanti 782 TWh verrebbero da eolico, biomasse, solare termodinamico, geotermico, idroelettrico, energia dal mare, ecc.

Un passaggio, questo, che secondo lo scenario Paradigm Shift, potrà verificarsi grazie anche ad un prezzo del chilowattora FV che nel 2020 potrà essere competitivo con quello che si acquista dalla rete per il 76% almeno del mercato elettrico europeo.

Il beneficio economico netto per i paesi dell’UE sarà molto più elevato quanto più grande sarà lo sviluppo del mercato FV.

L’obiettivo per l’industria è comunque importante: raggiungere un costo inferiore di 10cent€/kWh entro il 2020 per gli impianti industriali e sotto i 15cent€/kWh per i sistemi residenziali.

 

Per informazioni:
www.setfor2020.eu/

 

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