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UK: nuova tariffa feed-in per il fotovoltaico britannico

23 Luglio 2010 - Installato in forte crescita nei prossimi anni grazie alla nuova tariffa feed-in avviata in Gran Bretagna; ma manca ancora qualche tassello nella filiera.

 

Si prospetta un futuro roseo per il promettente mercato fotovoltaico inglese che ha salutato con entusiasmo la nuova tariffa feed-in entrata in vigore ad aprile.

Dal 1° aprile 2010, infatti, la Gran Bretagna ha accolto il Clean Energy Cashback, equivalente del nostro Conto Energia, che riconosce un incentivo molto generoso che, ad esempio per gli impianti fotovoltaici con potenza fino a 4 kWp su edifici già esistenti, arriva a riconoscere per 25 anni 46 centesimi di euro per ogni chilowattora prodotto, a cui si vanno ad aggiungere – oltre al risparmio in bolletta – circa 3,3 centesimi per ogni kWh prodotto, ma non consumato.

Secondo il rapporto stilato da PricewaterhouseCoopers il ritorno economico ottenibile grazie alla nuova tariffa sarebbe di circa 7-9% per i piccoli impianti residenziali e del 5-7% per quelli più grandi di tipo industriale.

Per quanto riguarda invece la tipologia d’impianto saranno quelli realizzati sui tetti delle abitazioni i più diffusi.

Ciò che però colpisce maggiormente però sono i numeri riportati nel rapporto di PricewaterhouseCoopers che stimano una crescita del 500% dell’installato fotovoltaico nel solo 2010, (nel 2009 sono stati registrati 32 MW complessivi suddivisi per lo più in piccoli impianti domestici) mentre per il 2015 si dovrebbe raggiungere il GW complessivo. Le stime al 2020 danno invece probabile una quota complessiva pari a 6 GW.

L’obiettivo nazionale al 2020 è per il Regno Unito quello di arrivare al 30% del fabbisogno elettrico utilizzando fonti rinnovabili, risultato fino ad ora più difficile in quanto fino a quest’anno vi era l’obbligo di produzione di energia rinnovabile per gli stessi  fornitori di elettricità, aspetto che ha penalizzato le fonti pulite più costose. 

E’ per questo motivo che attualmente, nel Regno Unito, l’eolico contribuisce per il 50% della potenza installata da rinnovabili e il fotovoltaico solo per lo 0,3%. Con la nuova tariffa incentivante però il fotovoltaico è destinato a crescere in modo importante e contribuire in modo più sostanzioso al bilancio energetico.
 
La domanda che viene naturale porsi è relativa alla preparazione della filiera fotovoltaica: sarà pronta per affrontare e sostenere un tale sviluppo?

Secondo quanto emerge dal rapporto stilato non parrebbe proprio. Le industrie attive nella produzione di celle e moduli sono pochissime e molto frammentate. Per quanto riguarda invece la parte che dovrà seguire la progettazione e l’installazione il panorama che emerge è alquanto triste: le poche aziende che potrebbero occuparsi della parte finale del processo risultano estremamente sottodimensionate!

La situazione che si profila all’orizzonte sembrerebbe quindi molto vantaggiosa per gli operatori che hanno potuto consolidare le proprie conoscenze e affermarsi sul mercato in questi anni che, secondo  PricewaterhouseCoopers potranno più facilmente identificare e sviluppare i loro settori di mercato, investire nel brand e sviluppare alleanze con reti di installatori. Per la parte a valle occorrerà investire invece sulla formazione di personale, costruire relazioni con utility ed enti pubblici, ma anche fare campagne di comunicazione per sensibilizzare gli utenti.

 

Fonte: Qualenergia.it

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